I dati certificati che abbiamo a disposizione sono quelli forniti dall’Istituto Superiore di Sanità.

Nelle stime, pubblicate sul sito del ministero della Salute il 26 febbraio, si registra un valore dell’indice Rt stabile rispetto al precedente monitoraggio. I dati regionali si riferiscono al periodo dal 15 al 21 febbraio.

Abruzzo: Rt 1.13 (precedente 1.17)
Basilicata: Rt 1.51 (precedente 1.03)
Calabria: Rt 1.01 (precedente 0.76)
Campania: Rt 1.04 (precedente 1.16)
Emilia Romagna: Rt 1.1 (precedente 1.06)
Friuli Venezia Giulia: Rt 0.83 (precedente 0.80)
Lazio: Rt 0.94 (precedente 0.95)
Liguria: Rt 0.94 (precedente 1.08)
Lombardia: Rt 0.82 (precedente 0.95)
Marche: Rt 0.98 (precedente 0.91)
Molise: Rt 1.11 (precedente 1.04)
PA Bolzano: Rt 0.92 (precedente 1.16)
PA Trento: Rt 1.07(precedente 1.23)
Piemonte: Rt 1.02 (precedente 0.96)

Puglia: Rt 0.95 (precedente 1)
Sardegna: Rt 0.68 (precedente 0.77)
Sicilia: Rt 0.71 (precedente 0.73)
Toscana: Rt 1.19 (precedente 1.2)
Umbria: Rt 1.07 (precedente 1.17)
Valle d’Aosta: Rt 0.97 (precedente 0.94)
Veneto: Rt. 0.81 (precedente 0.71)

I dati sono quelli forniti dall’Iss. Questi dati assumono un valore significativo se non addirittura discriminante quando saranno evidenti gli effetti della nuova fase dell’epidemia e dell’allentamento delle misure restrittive.

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