UN'ULTIMA FRASE {2005}

GENNAIO

« È strano, non arriverò a sera, eppure se il direttore mi chiedesse un articolo glielo farei. »

Milano, 28.01.1972 mattina

DINO ANTONIO BUZZATI [TRAVERSO dal 1917]

(‘il Kafka italiano’, ‘Dinubis’ nella corrispondenza con A. Brambilla — leggi qui)

giornalista, scalatore, scrittore, pittore, drammaturgo

A. San Pellegrino |villa Buzzati| – Belluno, 16.10.1906 01:53

Ω. Milano |clinica “La Madonnina” · stanza 201|, 28.01.1972 16:20

 cancro al pancreas  link

Nel 1920, Giulio Cesare Buzzati, professore di Diritto internazionale all'Università di Pavia e alla Bocconi di Milano, morì per un cancro al pancreas all'età di 58 anni. Il quattordicenne Dino per qualche tempo si convinse di avere la stessa malattia. Secondo alcune fonti, dal Febbraio 1971 Dino accusò vari disturbii: stanchezza, itterizia e prurito. Poi si aggiunse una "massa" nella parte sinistra dell'addome; le ripetute analisi non riuscirono ad identificare con certezza la malattia; il fatto che Buzzati fosse molto ipocondriaco complicava la situazione. A Luglio arrivò la diagnosi-sentenza: cancro al pancreas. Allora le speranze erano praticamente nulle; adesso sono un poco più elevate: solo il 5-10% sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. A Settembre uscì le “Le notti difficili”; come al solito un dipinto dell'autore faceva da copertina; Buzzati scelse Il Babau, un acrilico su tela del 1967. A Novembre uscì anche I miracoli di Val Morel ; le sue precarie condizioni di salute gli imponeva di stare nella sua casa milanese con la moglie Almerina Antoniazzi (sposata l'08.12.1966). Da mesi non tornava alla sua scrivania al Corriere della Sera dove era entrato nel 1928. Intanto continuava a disegnare e scrivere sulla sua agenda una specie di "diario" di quegli ultimi mesi. Il 1° Dicembre si fece accompagnare al cimitero di San Pellegrino dove era sepolta la madre, morta nel 1961 a 90 anni; in serata visitò la casa natale. Il 7 il professor Malan lo visitò e decise di ricoverarlo per l'indomani. L'8 Dicembre 1971 entrò nella clinica “La Madonnina” di Milano; alle 11 fu portato in sala operatoria, alle 12 era già in camera... L'equipe di cui faceva parte anche Umberto Veronesi, vista la situazione ormai compromessa, dovette richiudere. Lo stesso giorno uscì sul Corriere il suo ultimo elzeviro (un articolo giornalistico di carattere culturale): “Alberi”. Solo i colleghi Gaetano Afeltra e Indro Montanelli poterono fargli visita in clinica; ogni giorno Dino voleva da loro sapere coma avrebbero messo sul giornale. Conosceva benissimo la situazione; infatti a chi lo rassicurava diceva che <<sono quarant'anni che scrivo sulla morte: perciò so benissimo cosa ho>>. La mattina del 28 Gennaio 1972 Dino volle che la moglie, ormai presenza fissa da 51 giorni, gli facesse la barba; voleva che <<la morte lo trovasse in ordine>>. Per motivi personali, rifiutò i cosiddetti conforti religiosi; così Almerina sbarrò l'ingresso al sacerdote. Buzzati si era sposato in chiesa e si confessava al vescovo di Belluno; ma quella era una sua decisione personale, e quindi andava rispettata. Verso mezzogiorno entrò in coma; alle 16:20, mentre cadeva una fitta nevicata, esalò l'ultimo respiro. Accanto a lui c'erano anche Gaetano Afeltra, Indro Montanelli, la sorella Nina, il fratello Augusto ed il medico Alberto Brambilla (fratello dell'amico fraterno Arturo). Come ultime volontà chiese di non celebrare i funerali e che le sue ceneri fossero disperse sulle Cinque Torri; ma la legislazione di allora non lo permetteva. Così i resti della cremazione furono raccolti in un'urna, poi posta nella chiesetta di Villa Buzzati. Edmondo Malan, chirurgo di fama internazionale, morì improvvisamente il 25.01.1978 all'età di 68 anni. La raccolta di ciò che Dino scrisse e disegnò sulla sua agenda del 1971 furono poi raccolti e pubblicati con il titolo Il reggimento parte all'alba. Con la legge n. 130 del 30.03.2001 è ammessa la dispersione delle ceneri sul territorio nazionale; ogni Regione può emanare una propria legislazione. Nel Luglio 2001 Indro Montanelli entrò alla clinica “La Madonnina”. Qualche giorno dopo fu sottoposto ad un'operazione chirurgica all'ospedale San Raffaele. Poi però subentrò la febbre ed il giornalista 92enne morì nel pomeriggio del giorno 22. Angelina ‘Nina′ Buzzati-Traverso vedova Ramazzotti si spense il 20 Gennaio 2004 a 99 anni. Improvvisamente nella notte del 07.06.2004 la quarta torre (la Trephor) si è sbriciolata [vedi foto di raffronto]; le vie alpinistiche lungo le pareti alte fino a 35 metri sono state cancellate. Da allora il panorama delle ‘Cinque Torri’ è questo. Gaetano Afeltra è deceduto novantenne a Milano il 09.10.2005. Nel Maggio 2006 Almerina in un'intervista ha rivelato che l'urna con le ceneri di Buzzati non è più a Belluno. Nell'autunno 2002 aveva deciso di farla togliere dalla chiesetta di Villa Buzzati e la pose in luogo segreto in Lombardia. Adesso a San Pellegrino rimangono le ceneri di Adriano (1913-83), Augusto (1903-93) e di Angelina. Il 10 Febbraio 2010, nell'ultima seduta prima dello scioglimento, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il progetto di legge 156 del 2006 e così è entrata in vigore la legge regionale 04.03.2010, n. 18 “Norme in materia funeraria” ¦testo¦. La dispersione delle ceneri di Buzzati dovrebbe essere avvenuta nell'estate 2010; quasi sicuramente come luogo è stato scelto il Croda da Lago, un massiccio delle Dolomiti fra i suoi preferiti ¦fonte¦. Nel 1966 aveva compiuto un'ascensione insieme all'amico Rolly Marchi. Il 22 Novembre 2015 Almerina Antoniazzi, vedova Buzzati, è morta a Milano. Qualche giorno prima aveva subìto un intervento chirurgico, si è spenta nella casa dove aveva convissuto con Buzzati: il condominio “Casa della Fontana” in viale Vittorio Veneto. Era originaria di Cortina d'Ampezzo dove vive sua figlia Zelda.

FEBBRAIO

« Va tutto bene fratelli... »

ai tre sicari che erano in prima fila

MALCOLM LITTLE (Malcolm X, Red, El-Hajj Malik El-Shabazz) {sposato, sei figli}

scrittore, politico, filosofo, attivista per i diritti civili degli afro-americani

A. Omaha |University Hospital| (contea di Douglas: Nebraska), 19.05.1925 22:25

Ω. New Yor—Harlem |Audubon Ballroom|, 21.02.1965 15:10

 assassinio; ferite per 16 colpi di arma da fuoco (di cui 3 mortali)  RIP link

MARZO

“ Ai miei amici: il mio l'ho fatto, perché aspettare?

biglietto di addio

GEORGE EASTMAN

fotografo, inventore, industriale, filantropo

A. Waterville (contea di Oneida: New York), 12.07.1854 22:25

Ω. Rochester |George Eastman House| (contea di Monroe: New York), 14.03.1932

 colpo di pistola al cuore, suicidio  RIP link

George Eastman nel 1892 fondò a New York la ‘George Eastmam Kodak Company’ Nel 1889 l'inventore al posto delle lastre fotografiche aveva utilizzato la pellicola; praticamente inventò la fotografia istantanea. Nel 1923 introdusse la pellicola formato 16 mm, il primo passo verso la filmografia amatoriale. Nel 1924 le macchine Kodak usarono un meccanismo al posto della manopola per far avanzare la pellicola. Nel 1929 la Kodak introdusse il primo film con il sonoro. Nel 1932 nacque la pellicola 8 mm in bianco e nero. Dal 1930 Eastman iniziò a soffrire di un irreversibile indurimento del midollo spinale. Era debole, lento, stanco e fu costretto alla sedia a rotelle. Il 14 Marzo 1932 invitò degli amici perché voleva apportare delle modifiche al suo testamento. Parlò con loro, ci scherzò e poi chiese di essere lasciato solo. Quando se ne furono andati, scrisse un biglietto, prese la sua pistola automatica e si sparò un colpo al cuore. I domestici lo trovarono morto con vicino il biglietto di addio. Il 16 Giugno 2005 la Kodak ha annunciato che entro l'anno avrebbe smesso di produrre pellicole per le stampe a bianco e nero. Il 19 Gennaio 2012 la “George Eastmam Kodak Company” con la richiesta del capitolo 11 ha praticamente riconosciuto la bancarotta.

APRILE

« Se non ci vedremo più in questo mondo, ci incontreremo nell'altro. »

alla cognata che abbandonava la nave su una scialuppa

ROBERT JAMES BATEMAN

ministro di culto protestante

A. Bristol (Inghilterra), 14.10.1860 22:25

Ω. oceano Atlantico |41°44’ nord, 49°57’ ovest|, 15.04.1912 02:20?

 annegamento?/assideramento?

Il reverendo Robert J. Bateman tornava da una visita alla casa natale; poi aveva deciso di far visitare Jacksonville (dove viveva) alla sorella di sua. Alle 01:21 del 15 Aprile, mentre la scialuppa 10 si staccava dal bordo, si tolse la cravatta e la gettò alla cognata come ricordo. Il 27 Aprile un cadavere, il centosettantaquattresimo, fu recuperato dal nave posa cavi Mackay-Bennett. Il riconoscimento avvenne solo grazie agli effetti personali |pagina web specifica|. La salma fu tumulata nel cimitero di Jacksonville in Florida il successivo 12 Maggio. La cognata di Bateman, Ada E. Hall (sposata Ball) si spense 88enne il 1° Ottobre 1967 a Cockeysville nel Maryland.

« pozwólcie mi odejšc´ do domu Ojca... »

¦Lasciatemi andare alla casa del Padre¦

 appartamento privato nel Palazzo apostolico, 15:30 circa del 2 Aprile

Karol Józef WojtyŁa (Lolek, Giovanni Paolo II)

sacerdote {dal 01.11.1946}, vicario a Niegowić {dal 28.07.1948}

vescovo titolare di Ombi e ausiliare di Cracovia {dal 04.07.1958}

arcivescovo di Cracovia {dal 13.01.1964}, cardinale {dal 26.06.1967}

pontefice {dal 16.10.1978}, beato {dal 01.05.2011}, santo {dal 27.04.2014}

A. Wadowice |Ulica Rynek 2; oggi via Koscielna 7 · interno 4|, 18.05.1920 17-18

Ω. Città del Vaticano |Palazzo apostolico|, 02.04.2005 21:37

 shock settico con collasso cardiocircolatorio irreversibile  RIP link

MAGGIO

« Maledizione! Non provare a chiedere l'aiuto di Dio. »

alla sua governante che aveva iniziato a pregare ad alta voce

LUCILLE FAY LESUEUR (Joan Crawford) attrice

A. San Antonio (contea di Bexar: Texas), 23.03.1905/06?/07?/08?

Ω. New York |451 East 14th Street|, 10.05.1977 10:00

 cancro al pancreas  RIP link

Non avendo figli, Joan Crawford adottò nell'ordine: Maggio 1940 Christina (nata l'11.06.1939), nell'Ottobre 1943 Christopher (nato il 15.10.1943) e nell'estate 1947 le gemelle Cynthia e Caty (nate il 13.10.1943). Tre giorni dopo la dipartita venne aperto il suo testamento. A Christina e Christopher non andò nulla per motivi che loro conoscono bene [punto 11]. Invece alle gemelle Cynthia e Caty andarono 77.500 dollari ciascuna. Christina scrisse un libro — pubblicato nel 1978 — sulla sua vita da figlia adottiva. Il titolo Mommie dearest è “Mammina cara” in Italia. Il 16 Settembre 1981 uscì anche il film Mommie dearest tratto dall'omonimo libro.

GIUGNO

 « Non sono vermi, sono solo larve di mosca. Lavatele via con acqua di mare. »

SMIRNOV medico di bordo del Potëmkin

 « Cosa sono un po' di larve di mosca? È una carne eccellente. Il medico Smirnov ha dichiarato che

è di prima qualità. … Se non mangerete questo boršč vi farò assaggiare un'altra pietanza: quella delle cartucce. »

Ippolit Giliarovsky primo ufficiale del Potëmkin

Ω. mar Nero—isola di Tendra, 14.06.1905

 ucciso nel corso di un ammutinamento

La nave da guerra Potëmkin [Потемкин in cirillico] fu costruita dai cantieri Nikolayev dal 1898 al 1904. Prese il nome da Grigori A. Potëmkin, famoso politico e militare che fra l'altro fondò la città di Sebastopoli. Le caratteristiche della corrazzata erano queste: stazza di 12.500 tonnellate, velocità di 16 nodi, equipaggio di 730 uomini. Il suo armamento era composto da quattro cannoni da 305 mm in due torrette, sedici cannoni da 152 mm, quattordici da 75 mm, cinque tubi lancia-siluri da 380 mm. Il Potëmkin divenne pienamente operativa solo nella primavera del 1905 e fu assegnata alla flotta del Mar Nero. Verso Giugno era impegnata in esercitazioni di tiro a largo di Tendra, una delle isole prospicienti l'estuario del Nipro. La mattina del 14 ai 763 marinai fu distribuito un boršč con carne rancida, brulicante di vermi. Così intervenne il medico di bordo che dichiarò la carne — pur contenente larve di mosca — commestibile! In effetti per gli standard dell'epoca qualche verme nella carne era trascurabile... Il capitano cercò di convincere i marinai a mangiare il rancio, ma quelli si opposero. Così intervenne il comandante in seconda Giliarovsky, noto a bordo per la sua severità; visto che i marinai continuavano a protestare decise di sceglierne dodici a caso e farli fucilare! Il plotone di esecuzione si rifiutò di far fuoco sui compagni e a quel punto esplose la rivolta. Sembra che ammutinarono duecento dei circa settecento marinai a bordo. Nel giro di un'ora sette ufficiali (primo e secondo capitano) ed il medico furono uccisi e buttati a mare. Grigory Vakulinchuk, uno dei capi della sommossa, fu colpito a morte sembra da Giliarovsky (il suo corpo fu ripescato ad Agosto). Nel pomeriggio dello stesso giorno i ribelli ricondussero la nave verso il porto di Odessa. Nella città ucraina i lavoratori erano in sciopero generale contro il governo zarista. Il feretro di Vakulinchuk fu deposto ai piedi della maestosa ‘Gradinata Richelieu’; gli insorti della città si ritrovarono lì anche per fraternizzare con l'equipaggio ribelle dell'incrociatore. Il giorno 16 si tenne il funerale di Vakulenchuk; sembra che il Potëmkin sparò colpi di cannone verso le residenze governative ed una caserma dell'esercito. A quel punto lo zar Nicola II inviò altre unità militari per sedare i disordini. Inoltre ordinò che la "corazzata" si arrendesse oppure venisse affondata. Il 17 sera due squadriglie di cosacchi arrivarono sul posto e fecero strage di chi si trovava sui gradini di quella scalinata. Nella notte seguente gli scontri continuarono per le strette vie della città e fu una strage: circa seimila morti persone rimasero uccise dai soldati ma anche dagli altri civili spinti al saccheggio. Sempre il 17 gli uomini a bordo del Potëmkin si rifiutarono di arrendersi e procedettero barra a dritta contro tre navi inviate dallo zar. Queste però non aprirono il fuoco; anzi in una di queste, il Georgi Pobiedonosets, l'equipaggio si ammutinò e così rientrò ad Odessa insieme al Potëmkin. Ma a bordo della G. P. non c'erano veri e propri rivoluzionari; l'unità navale non proseguì la lotta e già il 18 si arrese all'autorità militari. Queste come risposta fecero fucilare parecchi marinai. Intanto il comitato degli ammutinati del Potëmkin si appellò <<a tutto il mondo civile>> e <<a tutti i poteri europei>> proclamando la loro decisione di combattere il regime zarista. La corrazzata insieme alla torpediniera 267, che la seguiva dal primo giorno della rivolta, giunsero al porto di Costanza il 19. L'autorità romene concessero provviste per un solo giorno; così il 20 la corrazzata ripartì per Feodosiya in Crimea, dove arrivò il successivo 23. Avendo difficoltà a procurarsi acqua, cibo e combustibile l'equipaggio decise di tornare a Costanza; in cambio della resa il sovrano Carol I di Romania concesse la cittadinanza. Il Potëmkin fu abbandonato in acque poco profonde ed il giorno 28 due unità russe, giunte apposta nel porto romeno, presero la corrazzata e la riportarono ad Odessa.  Matushenko girò mezzo mondo e pubblicò le sue memorie negli Stati Uniti; nel Giugno 1907 accettò l'offerta di amnistia del governo russo, ma appena rientrato nei confini fu subito arrestato dalla polizia. Processato a Sebastopoli fu condannato all'impiccagione. L'esecuzione venne eseguita il 20 Ottobre 1907; l'ex marinaio aveva 28 anni. La maggior parte degli ammutinati ritornò in Russia solo dopo la “Rivoluzione di Febbraio. Una cinquantina, sia del Potëmkin che della 267, invece provarono a rientrare nei mesi seguenti l'ammutinamento. Furono arrestati e poi processati; vennero comminate sette condanne a morte e 19 ai lavori forzati. Il 26 Settembre 1905 lo zar Nicola II ordinò che il Potëmkin fosse battezzato Panteleimon, in onore di un santo ortodosso russo. Il 3 Marzo 1917 lo zar abdicò a favore del fratello che a sua volta rinunciò al trono: il dominio dei Romanov dal 1546 era finito. In Aprile il governo provvisorio ribattezzò la vecchia nave con il suo nome precedente: Potëmkin. In Maggio Lenin la denominò Borets za Svobodu [‘‘Combattente per la libertà’’]. La sera del 24 Ottobre 1917 [7 Novembre secondo il calendario russo] i bolscevichi di Lenin insorsero e occuparono i punti nevralgici di Pietrogrado. Il ‘Palazzo d'Inverno’, sede degli zar, fu occupato il giorno dopo: era iniziata la Rivoluzione d'Ottobre. Così venne costituito un governo rivoluzionario, composto dai bolscevichi. Dal 1917 la famiglia dello zar era agli arresti domiciliari a Carskoe Selo; nell'Aprile 1918 il soviet di Ekaterinburg dispose che fossero trasferiti vicino agli Urali. A fine Luglio i bolscevichi locali "trovarono", anzi costruirono, il pretesto per uccidere tutta la famiglia: allo zar arrivò una bottiglia con un'offerta d'aiuto da parte delle armate. Questi cadde nel tranello ed organizzò un piano di fuga... Lenin diede senz'altro l'assenso; l'operazione fu affidata al commissario della Čeka Jakov Jurovskij. Dopo mezzanotte del 16 Luglio 1918 alcune guardie ed un commando composto da ex prigionieri di guerra austriaci e ungheresi radunarono la famiglia reale, il dottore, una cameriera e due domestici in un'unica stanza. Jurovskij all'una lesse la sentenza di morte. Nicola II (18.05.1868), la moglie Beatrice (06.07.1872), le figlie Maria (26.06.1899), Tatiana (10.06.1897), Olga (15.11.1895), Anastasia (18.06.1901), Alessio (12.08.1904) e gli altri furono massacrati a colpi di fucile e baionetta. Nell'Aprile 1919, durante la Guerra civile russa, la flotta anglo-francese fece saltare in aria la Potëmkin mentre era a Sebastopoli. Nell'Aprile 1919 i controrivoluzionari la semi-affondarono. Infine nel 1923 il relitto fu riportato a riva; visti gli irreparabili danni subiti, la Potëmkin non poté che essere smantellata. Vladimir Il'ič Ul'janov ‘Lenin’ morì a Leninskie Gorki il 21 Gennaio 1924 all'età di 54 anni. Sergej Michajlovič Ejzenštejn nel 1925 girò un film, ovviamente muto e con didascalie, della durata di 75’ sul quell'ammutinamento: Bronenosec Potëmkin [‘‘L'incrociatore Potëmkin’’] che in Occidente sarà erroneamente tradotto come La corrazzata Potëmkin [vedi scheda]. La presentazione si tenne al Bol'šoj di Mosca il 21 Dicembre 1925; invece la prima proiezione aperta al pubblico avvenne il 21 Gennaio 1926. Fino al 1950 veniva proiettato quasi esclusivamente nei cine-club dell'Europa orientale. Proprio quell'anno fu realizzata una versione sonora più corta di quella originale. Questa nuova versione venne distribuita in Italia nel 1960 con la voce di Arnoldo Foà. Nel film Il secondo tragico Fantozzi, il film di Ejzenštejn diventò <<La corazzata Kotiomkin>>; anche nome del regista fu cambiato: Serghei M. Einstein. Questo perchè la Rizzoli Film non ottenne i diritti per poter utilizzare le scene originali. Così il regista Luciano Salce fu costretto a girate ex novo tutte quelle scene che si vedono nel fittizio <<capolavoro immortale>> del <<maestro Serghei M. Einstein>>. Infine è arcinota la scena in cui Fantozzi urla: <<Per me la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca!!!>> ¦scena¦. L'ultimo marinaio che servì sul Potëmkin, Ivan Beshoff, morì nel 1987 all'età di 102 anni. Anche lui dopo l'ammutinamento preferì andarsene altrove: così si trasferì in Irlanda ed aprì un fish and chips. Nel Febbraio 2010 in Italia è uscito “Ammutinamento” di Neal Bascomb, un libro-verità sulla vicenda.

LUGLIO

 « Thomas Jefferson rimani ancora in vita... »

JOHN ADAMS

ex Presidente [il 2°], coadiutore e firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza

A. Braintree (contea di Norfolk: Massachusetts), 30.10.1735 02:57

Ω. Quincy (contea di Norfolk: Massachusetts), 04.07.1826 16

 cause naturali, vecchiaia  RIP link

 « É il quattro? »

Thomas Jefferson

ex Presidente [il 3°], redattore e firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza

A. Shadwell - Charlottesville [allora colonia inglese della Virginia], 13.04.1743, 01:54

Ω. Charlottesville |Monticello| (contea di Albemarle: Virginia), 04.07.1826 12

 cause naturali, vecchiaia  RIP link

AGOSTO

« O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato. »

Julius Henry Marks

(Groucho Marx; da grouch = ‘‘brontolone’’, ‘‘musone’’)

attore, comico e scrittore

A. New York ¦239 East 114th Street¦, 02.10.1890 08:35

Ω. Los Angeles ¦Cedars-Sinai Medical Center¦, 19.08.1977 19:25

 polmonite {ricoverato dal 22 Giugno}  RIP link

SETTEMBRE

« Non ti preoccupare, quel tizio ci vedrà senz'altro. »

al passeggero a fianco un attimo prima dello schianto

JAMES BYRON DEAN (Jimmy, James) attore

A. Marion |complesso “Seven Gables” · appartamento all'angolo fra 4th Street e Mc Clure Street| (contea di Grant: Indiana), 08.02.1931 21:09

Ω. incrocio fra la Route 466 e la 41Cholame (contea di San Luis Obispo: California), 30.09.1955 17:59 {dichiarato DOA in ospedale}

 traumi riportati in un incidente stradale avvenuto alle 17:45 circa  RIP link

Il 1° Marzo 1955 l'attore comprò una Porsche 356 Super Speedster, il 26 e 27 partecipò alla sua prima corsa automobilistica a Palm Springs. Dal 30 Marzo al 26 Maggio si tennero le riprese di Rebel Without a Cause (“Gioventù bruciata” in Italia) sotto la regia di Nicholas Ray. Il giovane attore aveva il ruolo del protagonista; al suo fianco c'erano altri colleghi emergenti come Sal Mineo, Natalie Wood e Dennis Hopper. Il 10 Aprile uscì East of Eden (“La valle dell'Eden” in Italia) che aveva girato dal 27 Maggio al 9 Agosto 1954 sotto la regia di Elia Kazan. Il 1°, 28 e 29 Maggio 1955 James partecipò a due corse automobilistiche nonostante che una precisa clausola del suo contratto con la Warner Brothers glielo impedisse quando era impegnato nelle riprese. Il 6 Giugno si unì alla troupe che stava girando dal 21 Maggio Giant (“Il Gigante” in Italia). Stavolta aveva un ruolo da non protagonista e avrebbe girato con Rock Hudson, Elizabeth Taylor, Sal Mineo, Dennis Hopper. Il suo stipendio era di 21.000 dollari, quasi il doppio di quello percepito in precedenza. Intanto James voleva comprarsi una macchina più potente e veloce per le successiva gare. Il 20 un suo amico, Lew Bracker, vide in esposizione al Competition Motors a Hollywood una nuova Porsche e glielo riferì. Il giorno dopo James permutò (rese indietro) la sua Porsche Speedster e pagò la differenza di 3700 dollari per una 550 Spyder color argento. Il costo totale fu di 6900 dollari, più del doppio di uno stipendio medio dell'epoca. Nel 1955 dalla fabbrica di Stoccarda uscirono solo 78 esemplari di quel modello. Era una macchina da pista, molto leggera e potente che poteva raggiungere i 217 km/h. James convinse il meccanico del negozio, il 28enne Rolf Wütherich che lavorava per la Porsche dal 1950, nell'accompagnarlo a Salinas dove il 2 Ottobre si sarebbe tenuta un'altra gara. Il "personalizzatore" dell'auto dei divi George Barris fece a mano queste scritte: Little Bastard [‘‘Piccola Bastarda’’] sul retro e 130 [il numero di gara] sul cofano e gli sportelli. In questa foto dell'epoca si possono vedere entrambe le scritte. Il 24 l'attore completò l'ultima scena prevista per il suo personaggio: quello dell'"ultima cena" dove Jett Rink ormai cinquantenne sviene ubriaco in una sala da pranzo vuota. Nei giorni seguenti scorrazzò con gli amici lungo il Mulholland Drive, uno stradone tutto curve che corre lungo le colline della città. Il 27 un dottore gli firmò un certificato di idoneità fisica per la gara; era stato uno degli ultimi concorrenti ad iscriversi. Alle 21:30 del 29 lasciò la sua casa, una specie di baita senza camera da letto al 24622 di Sutton Street a Sherman Oaks. Insieme ad un amico sfrecciò fino a Santa Barbara evitando per un soffio una pattuglia della stradale. Poco dopo mezzanotte di venerdì 30 fu visto mangiare da solo al ristorante preferito degli attori: il Villa Capri di Hollywood. Alle 3 tornò a casa e non è dato a sapersi come abbia passato quell'ultime tre ore... Alle 07:20 era già sveglio, fece una colazione leggera e alle 08:00 arrivò al Competition Motors per mettere a punto la macchina insieme a Wütherich. Alle 10 arrivarono gli altri compagni di viaggio: Sanford Roth (il fotografo assunto dalla Warner per seguirlo) e l'amico di lunga data Bill Hickman (attore anche lui e grande appassionato di corse automobilistiche). Il servizio fotografico sulla corsa di Salinas era già stato prenotato dal mensile Colliers. Jim aveva intenzione di portare la Porsche sul rimorchio; ma Wütherich gli consigliò di guidarla per "non aveva abbastanza chilometri". La spider aveva le cinture solo al posto del guidatore visto che doveva essere una macchina da corsa. Comunque non era un obbligo nemmeno usarle. La prima legge federale che prevedeva la loro presenza fu promulgata nel 1968; il primo stato a rendere obbligo il loro uso fu quello di New York dal 01.12.1984. Tornando a quel viaggio di fine Settembre 1955, i due si accomodarono sulla piccola spider; Roth e Hickman presero posto sulla Ford Country Squire con carrello [vuoto]. Alle 12:15 la comitiva (a cui si erano aggiunti il padre o lo zio di Dean) pranzò all'Hollywood Ranch Market, proprio davanti al Competition Motors. Alle 13:15  iniziò il viaggio di 425 km verso Salinas; prima però fecero rifornimento ad un distributore Mobil vicino a casa dell'attore nel distretto di Sherman Oaks. Da lì, verso le 14, imboccarono l'allora Route 99 (che dal 1972 ha visto una parte del suo percorso diventare l'Interstate 5). Dopo un'ora e mezzo, una ventina di miglia a sud di Bakersfield, accade un "intoppo".  L'agente della CHP Otie V. Hunter stava svolgendo il suo turno dalle 14 alle 18; per l'appunto pattugliava l'attuale ‘Golden State Highway’ (State Route 99) nel comprensorio della contea di Kern. Verso le 15:30 si trovava a Wheeler Ridge e si vide venire sulla corsia opposta una piccola spider. Subito realizzò che la velocità doveva essere sostenuta; montò sull'auto di servizio, ovviamente nascosta alla vista. Avvicinandosi da dietro vide che c'era pure una Ford station Wagon a ruota della spider. Ovviamente non usò l'"autovelox" (che sarà inventato nel 1957 in Germania); gli bastò dare un'occhiata al proprio tachimetro: 70 miglia orarie, 15 oltre il limite locale [88 km/h]. Dean si beccò una multa di 20 dollari e pure una convocazione al tribunale di Lamont per il successivo 17 Ottobre [vedi verbale]. Jimmy si "giustificò" dicendo che se guidava sotto il limite, la sua macchina non si "esprimeva"... Magari l'agente conosceva veramente l'intestatario della patente B854267 rilasciata il 06.07.1954 dalla California. Comunque non fece caso alla limitazione della stessa: il titolare doveva usare lenti da vista per guidare essendo miope. Forse l'attore indossava occhiali correttivi con sopra le clip da sole [vedi ritaglio di una foto ripresa la mattina]. L'agente Hunter fece la multa anche al guidatore della Ford, cioè Bill Hickman. Alle 16 la comitiva riprese il viaggio; per evitare di passare da Bakersfield, una grande città dove il limite era di 25, imboccarono la Route 166 che andava diritta a Maricopa. Da lì poi deviarono per la Route 33 fino a Blackwell's Corner. Lì c'era, e c'è ancora, un emporio con annessa pompa di benzina. La comitiva si fermò a fare rifornimento e mangiare qualcosa; erano le 17 circa. Jimmy prese una Coca parlottò con altre persone che avrebbero partecipato alla gara di Salinas. Alle 17:15 le due macchine ripresero la marcia e decisero che si sarebbero fermati per la cena a Paso Robles, una città lontana quasi 100 chilometri. Così proseguirono sulla Route 466/Highway 46) che allora scendeva dalle colline [vedi frecce in questa pagina]; poi nel 1959  venne "ridisegnata" per essere più sicura. La spider accelerò lasciandosi indietro la Ford di vari minuti. Alle 17:30, su una leggera salita, Dean tentò un sorpasso azzardato che non ebbe conseguenze solo perché la Pontiac proveniente dal senso opposto si spostò fuori strada... Alla guida c'era il 49enne Clifford Hord con moglie e due figli. Intanto si stava avvicinando la confluenza fra la Route 466 e la Route 41/State Route 41; l'attore manteneva una media non inferiore ai 100 km/h; dopotutto il tracciato era praticamente rettilineo (in quello odierno ci sono appena sette curve). A circa un miglio da Cholame il piccolo bolide imboccò un rettilineo in leggera discesa; poco oltre sulla sinistra c'era la Route 41 [vedi qui]. Una Ford Custom Deluxe Club del 1950 guidata da un giovane, Donald Turnupseed, s'apprestava a girare sulla Route 41. Lo studente del California State Polytechnic University di San Luis Obispo tornava a Tulare per fare visita alla moglie incinta. La Ford, quindi proveniva dalla corsia opposta, e sembra che viaggiasse sui 110-120 km/h; invece la Porsche andava un po' più piano sui 100-110. In ogni caso erano oltre il limite di velocità locale pari a 88 km/h. Probabilmente la spider, così bassa e di colore chiaro, si confuse con l'asfalto ancora caldo (il tramonto in quei giorni avveniva alle 17:57). Turnupseed aveva sorpassato ben due auto, ma non s'accorse di quella piccola decapottabile... Quando la vide s'attaccò ai freni, le ruote si bloccarono e la Ford slittò per una decina di metri oltre la linea centrale [vedi schema e video ricostruzione "dalla sua vista"]. Jimmy sterzò e probabilmente questa fu l'ultima cosa che vide: il muso massiccio della Ford [video ricostruzione "dalla sua vista"]. Lo schianto avvenne intorno alle 17:45 [vedi freccia in questa foto] e fu tremendo: la spider di soli 590 kg colpì con il suo lato guida la Ford — pesante 1890 kg — nella parte anteriore sinistra. Nell'urto Wütherich volò fuori finendo in un fossato a sei metri di distanza. La piccola Porsche finì la sua corsa 4,5 metri fuori strada su un palo telefonico [vedi schema]; James rimase nell'abitacolo accartocciato, praticamente s'infilzò nel volante. Un ragazzo sul posto vide le due macchine schiantarsi ed il meccanico volare sull'asfalto; senza esitare andò al Jack Ranch Cafe building, una stazione di servizio lontana un miglio. Lì avvertì Paul Moreno, proprietario e gestore; l'uomo era responsabile anche del servizio di soccorso costituito da un'autoambulanza, una “Flxible Buick Sterling” del 1952. Qualcuno, forse lo stesso Moreno, telefonò alla ‘polizia stradale’ (la CHP). Tom Frederick che procedeva dietro Turnupseed si trovò davanti ad una scena tremenda: la spider sembrava un pacchetto di sigarette accartocciato; il giovane guidatore era riverso sul sedile sinistro, perdeva sangue e non era cosciente. Wütherich aveva la mascella rotta e varie fratture alle gambe, Turnupseed uscì dall'abitacolo quasi illeso: solo un taglio alla fronte ed un livido sul naso. Poco dopo transitò un'infermiera, tale Annabele Coombes, con marito e figlia; la donna chiese di fermarsi per dare aiuto ai feriti. Il guidatore aveva una frattura della base cranica, lesioni interne, il torace schiacciato ed il polso appena percettibile; sarebbe sicuramente morto entro poco tempo. Annabele andò poi da Wütherich, che si lamentava a terra poco lontano; aveva ferite e anche delle fratture, ma non sembrava in pericolo di vita. Alle 17:50 gli amici a bordo dell'altra macchina arrivarono sul luogo. La Coombes visto che non poteva più essere di aiuto rimontò in auto. Poco prima le 18 giunse sul posto l'ambulanza con Moreno alla guida ed accanto il suo aiutante Collier ‘Buster′ Davidson. Nessuno dei due era un paramedico; ma non sarebbe cambiato niente... Per i due non facile estrarre il poveretto dall'abitacolo; la gamba destra era incastrata fra cambio ed il pedale del freno. Bill Hickman in quegli attimi concitati <<sentì per l'ultima volta l'aria uscire dai polmoni>>; gli morì praticamente fra le braccia, erano le 17:59 circa. Intanto anche Wütherich fu adagiato su un'altra barella [vedi qui]. La faccia che s'intravede non è dell'attore, ma piuttosto del giovane meccanico tedesco. In quest'altra foto si vede ancora meglio. Roth fece delle foto, ma da una certa distanza e senza riprendere il corpo contorto fra le lamiere. L'unica che lo "riprende" è questa: il corpo coperto, ed imbracato sulla lettiga, messo nell'ambulanza. Verso le 18:20 arrivò la pattuglia di chippies (agenti della CHP) da Paso Roblas: il capitano Tripke e l'aiutosergente Nelson; ci avevano messo circa 20 minuti. Tripke fece appena in tempo a vedere il ragazzo sulla lettiga; mentre il collega regolava il traffico, il capitano fece i rilievi. L'ambulanza partì verso l'ospedale più vicino, quello di Paso Robles lontano 28 miglia/45 km [vedi schema]. Hickman e Roth seguivano a ruota e furono testimoni di un incidente bizzarro; alle 18:29, dopo circa 10 km di strada, la corsa venne interrotta da un incidente:  una macchina urtò il fianco sinistro dell'ambulanza. Moreno dirà di essere stato abbagliato; però dovette scendere e lasciare i dati all'altro automobilista. Finalmente, alle 18:40, il mezzo arrivò al War Memorial Hospital. Il dottor Bossert ed il suo vice di turno, l'internista Gordon Thompson, erano stati già avvertiti. Wütherich fu affidato a quest'ultimo e portato nel Pronto Soccorso;  ‘Jimmy’ rimase sulla barella. Moreno disse che il ragazzo era ormai morto, comunque Bossert  salì e lo esaminò: collo rotto, gravi lesioni interne, pelle esangue, una gamba fratturata, ferite sopratutto al viso e al torace. Non accertando segni di vita fu senz'altro dichiarato DoA [Dead on Arrival, ‘‘morto all'arrivo’’]: aveva 24 anni, 7 mesi e 22 giorni. Poco dopo fu avvertita la Warner Bros. Completate le pratiche di rito, Bossert disse a Moreno e Hickman come arrivare in Spring Street dove si trovava/trova l'obitorio cittadino. Alle 20 i barellieri portarono il cadavere alla Kuehl Funeral Home. Il titolare, Martin Kuehl, consegnò a Hickman il portafoglio di ‘Jimmy’: era la verde. Il coroner della Contea, Paul E. Werrick, fece la ricognizione della salma: era chiaro che la maggior parte del tremendo urto l'aveva assorbita la faccia e il collo. Considerando l'evidenti cause della morte ritenuta istantanea non venne disposta l'autopsia; l'"ora fatale" risultò essere quella dello schianto: le 17:45. L'agente Tripke chiese un campione di sangue per il test alcolemico, ma ce n'era rimasto ben poco. Quel 30 Settembre 1955 in America erano in viaggio 15 milioni di persone; sulle strade ne perirono 107. In particolare, nella contea di San Louis Obispo - che comprendeva Cholame e Pablos Robles - quello fu il ventisettesimo incidente mortale dell'anno. Turnupseed fornì la sua versione dei fatti agli agenti della CHP: lui quella spider proprio non l'aveva vista sennò si sarebbe fermato per dargli precedenza. Alle 19:55 le macchine incidentate furono rimorchiate nel vicino garage di Moreno. Turnupseed dovette incamminarsi sulla 41 verso Tulere; fortuna che un automobilista, tale Dale ‘Blackie′ Kimes, gli diede un passaggio. A Reef City si fermarono in una stazione di servizio; mentre il giovane studente telefonava a casa Kimes sentì alla radio la notizia. Sabato 1° Ottobre arrivò Winton Dean accompagnato dal capo della sicurezza della Warner; alla Kuehl Funeral Home trovò anche Hickman. Chiese di rendere la salma "presentabile" e fargli in indossare un vestito che si era portato. L'inchiesta sull'incidente fu velocissima: lunedì 3 a San Luis Obispo l'agente Tripke riferì ad uno dei quattro assistenti del procuratore distrettuale. Il certificato di morte, redatto al pronto soccorso e firmato dal coroner, fissò l'ora del decesso alle 17:45; causa: rottura del collo. L'efficienza nelle comunicazioni fra amministrazioni si fece notare perchè nella notifica di apparizione fu scritto Void deceased. Il sig. James B. Dean certo non poteva presentarsi alle 10 del 17 Ottobre presso il tribunale di Lamont per rispondere della sua violazione al codice della strada... Martedì 4 lo sceriffo-coroner Merrick dispose che il processo si sarebbe tenuto una settimana dopo nel centro civico di Paso Roblas. Lo stesso un carro funebre portò la bara con la salma all'aeroporto di Los Angeles. Il volo giunse a Indianapolis alle 22; poi fu portato con un'ambulanza alla “Hunt Funeral Home” di Fairmount. Curiosamente l'ultima volta che James era tornato nella sua città natale, verso Febbraio, si era fatto fotografare dentro una bara! Sembra che non esistono foto riprese dalla camera ardente. Nel pomeriggio di mercoledì 5 un gruppo di cinque persone fece "visita" a Wütherich. Erano lo sceriffo Merrick, l'agente Tripke, il vice procuratore distrettuale Murphy, un assistente del coroner, un ministro locale della Chiesa mennonita che conosceva il tedesco ed un'addetta per la registrazione. Visto che Wütherich non avrebbe potuto partecipare al processo serviva una sua deposizione giurata. Il giovane meccanico tedesco ricordava l'ora della partenza [le 13:30 di venerdì 30], la multa presa a Bakersfield, la velocità sulle 60-65 miglia, la quarta marcia inserita poco prima dell'incidente, gli occhiali neri indossati da Dean perchè il Sole era al tramonto e gli dava fastidio. Ma dello schianto seppe dire poco: forse andavano a 65, l'attore provò a scansare la Ford senza frenare e poi più nulla... Il funerale si tenne alle 14 di sabato 8 alla “Fairmont Friends Church”; Jimmy era figlio unico e dopo la morte della madre nel 1940 era cresciuto con gli zii ed i nonni paterni. La chiesa non poté contenere tutta la folla, quantificata in almeno 5000 persone (più degli abitanti della stessa città). Gli ex compagni di scuola portarono la bara; la Taylor mandò dei fiori. Martedì 11 di prima mattina fu formata la giuria di nove uomini e tre donne; due assistenti di Grundell interrogarono i testimoni, altrettanto fece l'avvocato di Turnupseed. Dai chilometri percorsi in meno di due ore, fra il luogo della multa dell'agente Hunter e Cholame, fu stimato che la velocità media della spider era di 140 km/h.  P.S. del 14.08.2013  la distanza ‘‘in macchina’’ fra Mettler e Cholame è di 152,7 km secondo quanto calcolato da questa pagina web. Alle 12:30 la giuria si ritirò per deliberare; dopo appena venti minuti arrivò il verdetto, non unanime: Turnupseed poteva considerarsi "innocente", invece James Dean fu ritenuto colpevole di guida spericolata. Curiosamente Turnupseed ed procuratore distrettuale Herbert C. Grundell abitavano nella stessa città (dove quest'ultimo morì il 18.09.1976 all'età di 79 anni). Una ricostruzione grafica dell'incidente è disponibile in questa pagina web. Sempre l'11 Ottobre terminarono le riprese di Giant in cui Nick Adams — amico di lunga data del defunto attore —  doppiò Jett Rink nella scena in cui parla nell'hotel. Il 27 Ottobre 1955 uscì negli Usa Rebel Without a Cause. Il 23 Febbraio 1956 all'Hotel Ambassador di Cocoanut Grove—Los Angeles si tenne la 13ª cerimonia per l'assegnazione dei Golden Globes: James Dean ebbe l'attribuzione postuma di migliore attore drammatico. Sempre in quell'anno Dean venne candidato al premio Oscar® come migliore attore protagonista per East of Eden. Fu la prima nomination postuma nella storia del famoso premio cinematografico. I quattro contendenti vivi erano: Spencer Tracy (Bad day at black rock); James Cagney (Love me or leave me); Frank Sinatra (The man with the golden arm); Ernest Borgnine (Marty). Nella cerimonia tenuta al teatro RKOK Pantages di Hollywood il 21 Marzo 1956 il premio come migliore protagonista attore andò a Ernest Borgnine. Nel 1957 James Dean per la seconda volta consecutiva ottenne la nomination al premio Oscar® come migliore attore protagonista per Giant. I quattro contendenti vivi erano: Yul Brynner (The King and I); Kirk Douglas (Lust for life); Rock Hudson (Giant); Sir Laurence Olivier (Richard III). Nella cerimonia del 27 Marzo 1957 il premio come migliore protagonista attore andò a Yul Brynner. Comunque Giant ottenne l'Oscar® per il miglior regista: George Stevens. Si dice che una maledizione aleggi sui rottami della ‘Piccola bastarda′ [leggi qui e qua]. Ogni traccia di quel rottame si perse nel 1960, ma comunque una voce del 1996 la vuole restaurata in Italia e poi comprata all'asta. L'acquirente misterioso, probabilmente uno sceicco saudita, ogni tanto l'esporrebbe a Las Vegas. Sanford H. Roth morì per un infarto il 5 Marzo 1962 a Roma dove si stava girando “Cleopatra”; era direttore della fotografia, aveva 55 anni. Le foto di ‘Jimmy’ agonizzante sulla barella, ma non imprigionato fra le lamiere, non sono state pubblicate. Tutti i negativi (oltre 1.625) sono nella cassaforte di Seita Ohnishi, un miliardario giapponese che comprò l'intero catalogo per 225mila dollari dalla vedova Roth. Il Blackwell's Corner bruciò nella notte fra il 23 e 24 Luglio 1968, una chiamata anonima avvisò i vigili del fuoco alle 01:47; quando arrivarono l'intera struttura era già avvolta dalle fiamme. I danni furono stimati in 26.000 dollari; l'incendio scoppiò per un cortocircuito nel ripostiglio. In seguito il Blackwell's Corner fu ricostruito; ecco il suo attuale sito web. Nel 1977 Seita Ohnishi fece costruire a sue spese un monumento, il James Dean Memorial; questi fu eretto nel parcheggio del Jack Ranch Cafe. Paul Moreno morì il 6 Novembre 1980 all'ospedale di Bakersfield dopo una breve malattia, aveva circa 65 anni. Wütherich rimase nell'ospedale di Pablos Robles per un mese; poi dovette farne altri sette di riabilitazione. Negli anni successivi si sottopose ad una TEC in una clinica psichiatrica californiana, poi tornato in Germania si affidò ad un psicoterapeuta per una depressione bipolare. Ristabilitosi, tornò al lavoro alla Porsche e riprese le gare automobilistiche. Nel 1965 partecipò come copilota di Eugen Böhringer su una Porsche 904 al Rally di Montecarlo; l'equipaggio tedesco arrivò secondo. In seguito aprì una pista per go-kart a Stoccarda. Purtroppo la depressione e le manie suicide si ripresentarono ancora più gravi, tanto che nel 1966 fu ricoverato per un tentato suicidio. Nel 1967 cercò di uccidere a coltellate prima la moglie e poi sé stesso; per fortuna fallì... In seguito si trasferì nella città di Kupferzell nel Baden-Württemberg, allora Germania Est. Lì trovò lavoro come venditore in un negozio di motociclette. I fan di Jimmy continuarono a spedirgli lettere in cui l'accusavano di essere l'unico colpevole dell'incidente; addirittura qualcuno sosteneva che fosse alla guida della Porsche 550 Spyder! L'uomo non recuperò mai quel senso di colpa che lo perseguiva. La notte del 22 Luglio 1981 a Kupferzell sbandò sull'asfalto viscido con la sua Honda Civic, tirò dritto ad una curva e si schiantò su una casa. Venne estratto dalle lamiere e morì sul posto come James. Secondo la polizia aveva un tasso alcolemico oltre i limiti consentiti. ‘Bill’ Hickman fin dagli anni Cinquanta lavorò come stuntman cinematografico; in particolare si specializzò nelle scene d'inseguimento fra auto. Fece da controfigura di Steve Mc Queen in Bullitt e Gene Hackman in The French Connection (“Il braccio violento della legge” in Italia). William Hickman il 24 Febbraio 1986 si spense a Indio - contea di Riverside - per un cancro all'età di 65 anni. Clifford Hord morì 85enne il 30 Marzo 1991 a San Luis Obispo. Annabele Coombes, che caso curioso nel 1955 lavorava come infermiera al War Memorial Hospital di Pablos Robles, morì nell'Agosto 1994 a Santa Barbara. Winton Dean continuò il suo lavoro di odontotecnico; tornò a Marion e rimase vedovo nel 1988. Infine morì il 21 Febbraio 1995 all'età di 88 anni. Donald Gene Turnupseed si spense appena 63enne il 13 Luglio 1995 nella sua casa di Tulare per un cancro ai polmoni. Era diventato un importante imprenditore nel settore elettrico; la “Turnupseed Electric Service” è conosciuta nella San Joaquin Valley (e non solo). Turnupseed condusse sempre una vita tranquilla e riservata; si sposò due volte ed ebbe tre figli, un figliastro e cinque nipoti. La prima (ed unica) intervista sull'incidente la concesse poche ore dopo al Tulare Advance Register. Da allora non parlò mai pubblicamente di ciò che accadde il 30.09.1955 a Cholame. Comunque fino al termine della sua vita ricevette insulti e peggio ancora minacce di morte... Ernest Tripke dopo 28 anni di servizio nel 1976 si ritirò con il grado di comandante; Ronald Nelson era andato in pensione l'anno prima. I due ex agenti non si sono mai negati ad interviste e domande su quell'incidente del 1955. Ovviamente per il cinquantenario hanno reso interviste a vari programmi televisivi. Proprio il 30 Settembre 2005 quell'incrocio è stato ribattezzato “The James Dean Memorial Junction”. Robert Bossert nel 1956 si trasferì nella città centro-californiana di Ceres; andò in pensione dopo 25 anni di servizio e si ritirò insieme alla moglie a Loma Linda. Nel 1988 rimase vedovo [ quadro genealogico]; anche lui fu intervistato il 30.09.2005. Robert Ernest Howell Bossert si spense il 2 Ottobre 2006 all'età di 95 anni. Anche l'allora internista Gordon Thompson lasciò Paso Roblas nel 1956; si trasferì a Loma Linda dove insegnò nella locale università per 42 anni. Nella città californiana si è spento dopo una lunga malattia il 12 Novembre 2009 all'età di 85 anni. Otie Hunter, Ernest ‘Ernie′ Tripke e Ronald Nelson il 15 Febbraio 2009 hanno partecipato al documentario prodotto dalla Santa Clarita Valley Historical Society: The Stuff of Legend: James Dean's Final Ride. L'ex capitano della CHP Ernest ‘Ernie′ Tripke è morto il 21 Dicembre 2010 all'età di 88 anni. Il 7 Agosto 2012 l'ha seguito anche l'ex collega di lavoro in quel 30.09.1955: Ronald Nelson, aveva 94 anni. Otie Valero Hunter Jr. ha compiuto 90 anni il 10 Aprile 2015; li ha festeggiati con gli ex colleghi. Nativo di Phoenix — contea di Crawford in Arkansas — Hunter diventò agente della ‘Stradale californiana’ a fine anni Quaranta dopo aver passato 16 anni in Aeronautica come operatore radio, bombardiere e navigatore. Il suo badge aveva il numero 930, cioè era il 930° agente della CHP dalla sua fondazione nel 1929. La sua carriera l'ha terminata a Santa Barbara nel 1976 con il grado di capitano. Otie V. Hunter è morto a Bakersfield il 30 Maggio 2017 all'età di 92 anni. In questo sito-tributo ci sono molte foto, alcune a colori, relative a quel tragico giorno di Settembre; inoltre ci sono foto di Dean impegnato nelle gare automobilistiche e anche in altre circostanze...

OTTOBRE

« Dal giorno della mia nascita la morte ha cominciato il suo percorso verso di me a passi lenti. »

Jean Maurice Eugène Clément Cocteau

poeta, saggista, drammaturgo, sceneggiatore, disegnatore

scrittore, librettista, regista, attore

A. Maisons-Laffitte (Francia), 05.07.1889

Ω. Milly-la-Forêt (Francia), 11.10.1963

 infarto  link

NOVEMBRE

« Questa tappezzeria e io stiamo combattendo  un duello mortale. Uno dei due dovrà sparire. »

OSCAR FINGAL O'FLAHERTIE WILLS WILDE poeta, scrittore ed esteta

A. Dublino |oggi Oscar Wilde Centre|, 16.10.1854 02:37

Ω. Parigi—Saint-Germain-des-Prés |hôtel d'Alsace · stanza 16|, 30.11.1900 13:50

 meningite conseguente ad un'infezione all'orecchio  RIP link

La sera del 10 Ottobre 1900 Oscar Wilde si presentò all'hôtel d'Alsace, una squallida pensione al numero 13 di rue des Beaux-Arts, tra i caffè ed i bistrot nel quartiere parigino di Saint-Germain-des-Prés. L'uomo malvestito ed emaciato si registrò con il nome di Sebastian Melmoth e gli furono date due stanze al primo piano. Wilde era reduce da due anni di lavori forzati (1895-'97); la sua situazione fisica assomigliava a quella economica: disastrosa. Ormai aveva perso tutti denti, fumava sigarette oppiate e continuava a bere alcool e assenzio. Inoltre la sifilide, contratta verso il 1878 da una prostituta, lo stava sfinendo: ormai era nella sua fase terziaria o di latenza clinica. Fino alla scoperta della penicillina (1928), il ‘mal francese′ era praticamente inguaribile; solo nel 1910 venne commercializzato un primo medicinale. Tornando a Wilde, dopo l'uscita dal carcere appariva molto più vecchio dei suoi 43 anni; per il suo alcolismo soffriva di un forte prurito e così doveva continuamente grattarsi sulle varie chiazze che aveva sul corpo; inoltre pativa terribilmente la fame e ciò accadeva spesso visto che era ormai ridotto allo stato d'indigenza. Nel Giugno 1900 era tornato a Parigi insieme a ‘Robbie′ Ross e soggiornò, grazie all'aiuto degli amici, all'Hotel De Nice. Il mese di Settembre lo passò confinato a letto per l'aggravarsi della sifilide. Ad inizio Ottobre il medico che l'aveva visitato decine di volte gli diagnosticò un'infezione all'orecchio; per la cronaca, da decenni Wilde soffriva di otite. Curiosamente suo padre William era stato il primo ad identificare nell'orecchio medio, e non nella membrana timpanica, l'origine dell'otite cronica... Tornando all'Ottobre del 1900, il 12 un chirurgo lo operò di paracentesi del timpano nella sua stanza; lo stesso giorno spedì un telegramma a Ross chiedendogli di arrivare al più presto; l'amico-amante allora 31enne lo raggiunse il 16. Anche se le sue condizioni fisiche erano in grave deperimento, Oscar non cambiò il suo stile di vita fra fate e champagne (praticamente il suo unico "nutrimento"). Il 25 Novembre mostrò i primi sintomi di una meningoencefalite otogena, indotta dall'infezione all'orecchio che non era stata risolta dall'intervento chirurgico. Per lenire i dolori lancinanti gli furono praticate iniezioni di morfina; così alternò momenti di delirio e lucidità. Dal pomeriggio del 29 non poté più parlare; Ross che l'assisteva gli chiese se volesse un sacerdote e Wilde rispose di sì alzando un braccio. Il religioso che arrivò nella stanza, un padre passionista di nome Cuthbert Dunne, gli chiese se voleva convertirsi. Wilde alzò nuovamente il braccio, così fu battezzato, assolto e ricevette l'estrema unzione. Dunne registrò il suo battesimo come <<condizionale>> visto che non sapeva se fosse stato già battezzato alla nascita. Alle 05:30 del 30 Wilde iniziò a rantolare e perdere sangue dalla bocca; alle 6 perse conoscenza e otto ore dopo, verso le 14, morì. Il 3 Dicembre padre Dunne officiò la messa funebre nell'abbazia di Saint-Germain-des-Prés; poi il corteo funebre, composto da sole sette persone (fra cui Ross e Lord Douglas — alias ‘Bosie′), si avviò al camposanto di Bagneux. Non è dato a sapersi se la tappezzeria della stanza sia stata poi rimossa. L'ex amico-amante diventò il suo esecutore letterario ed aiutò i due figli di Wilde, Cyril (nato nel 1885) e Vyvyan (1886), orfani anche di madre visto che era morta nel 1898. Ross fece uscire l'edizione definitiva dei lavori di Wilde nel 1908. L'anno dopo le sue spoglie furono traslate al Père-Lachaise in una tomba commissionata da Robert Ross al quale fu aggiunta un'intercapedine per porci un'urna cineraria. Mentre stava preparando il viaggio verso Melbourne, dove avrebbe aperto una mostra al National Gallery di Victoria, l'allora 49enne Robert Baldwin ‘Robbie′ Ross ebbe un improvviso attacco cardiaco e morì: era il 5 Ottobre 1918. Il suo corpo fu poi cremato ma le ceneri poterono trovare posto nella tomba di Oscar Wilde solo il 30 Novembre 1950. Ventisei giorni prima, quindi il 4, Cuthbert Dunne si spense 90enne a Dublino. Su Oscar Wilde c'è un ampia filmografia: “Wilde” del 1997 ne narra le vicissitudini fino alla carcerazione ai lavori forzati; invece “The Happy Prince - L'ultimo ritratto di Oscar Wilde” del 2018 si concentra sugli ultimi mesi a Parigi. E' interpretato da Rupert Everett, al suo esordio come regista e sceneggiatore.

DICEMBRE

« Mi hai capito? Bene. »

al segretario personale

George Washington

politico, militare, poeta, scrittore

ex Presidente [il 1°], redattore e firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza

A. Wakefield Corner |oggi G. W. Birthplace National Monument| [Virginia: allora colonia inglese], 22.02.1732 10:00

Ω. Mount Vernon |oggi Historic Mount Vernon| (contea di Fairfax: Virginia), 14.12.1799 22:10

 croup virale; shock per salassi e calomelano  RIP link

Il 4 Marzo 1797 finì il secondo mandato di George Washington come Presidente degli Stati Uniti; il ‘Padre della Patria′ aveva accettato un secondo mandato (04.03.1793-04.03.1797), ma rifiutò decisamente il terzo (che in teoria era ammesso dalla Costituzione). Washington si ritirò nella sua piantagione di Mount Vernon in Virginia. Il 12 Dicembre 1799 c'era un tempo da lupi: vento freddo [-1 °C] con bufera di neve, grandine e pioggia ghiacciata. Nonostante questo, l'allora 67enne ex presidente, ispezionò a cavallo la sua tenuta dalle dieci di mattina alle tre del pomeriggio. Quando tornò a casa non si cambiò nemmeno gli abiti fradici prima di cenare... Il giorno dopo si svegliò con il mal di gola; comunque sia, volle personalmente segnare gli alberi da tagliare nonostante nevicasse. La sera la trascorse con il suo segretario Tobias Lear V; come al solito leggeva i giornali ad alta voce nonostante una raucedine sempre più forte. Lear gli consigliò di prendere una medicina, il Generale gli rispose che non aveva mai preso nulla in vita sua per una frescata... Fra le 2 e le 3 del 13 Washington si destò all'improvviso: si sentiva particolarmente male e per questo svegliò la moglie che gli dormiva accanto. Respirava con difficoltà e riusciva appena a parlare; la donna andò a chiamare la domestica che abitava in un altro edificio. Quando Caroline arrivò a lume di candela trovò l'ex Presidente che si sforzava ad ogni respiro; fu così chiamato il colonnello Lear che disse al sorvegliante della proprietà, Albin Rawlins, di preparare un medicamento con melassa, aceto e burro. Quando Washington provò a bere il preparato per poco non soffocò: gli andava di traverso. Così decise che un salasso gli avrebbe fatto sicuramente bene; dopotutto con i salassi aveva curato varie malattie anche ai suoi schiavi... Della procedura fu incaricato Rawlins che si mostrò un po' titubante; Washington lo incoraggiò guidandolo dal letto. Nel frattempo fu avvertito anche il suo amico, il dottor James Craik; quando arrivò trovò l'ex Presidente in condizioni allarmanti. L'anno successivo denominerà quello stato morboso come <<cynanche trachealis>> [‘‘infiammazione della gola e della laringe’’ alla lettera). Oggi è conosciuta come croup virale/laringotracheobronchite, una delle più preoccupanti malattie respiratorie. Craik gli pose sulla gola polvere di cantaridi e gli fece due altri salassi. Per il mal di gola e la disfagia venne preparata una soluzione di aceto in acqua calda; ma non fu possibile fargliela bere. Le presunte "cure" continuarono: un altro salasso e polvere di cantaride sulla gola infiammata; alle 15 arrivò il dottor Elisha Cullen Dick e gli fece un altro salasso... Visto che non migliorava, i dottori presenti decisero di somministrargli per via rettale del calomelano, cioè cloruro mercuroso (fino al XIX secolo era usato come lassativo e antisettico). Il dottor Dick propose un metodo per risolvere i suoi problemi respiratori sempre più gravi: la tracheotomia. Era una procedura che poteva salvare la vita in extremis; gli altri due dottori presenti diedero parere contrario, ma se il collega si assumeva tutte le responsabilità poteva anche provare... naturalmente Dick non fece nulla. Ormai prossimo alla fine, Washington diede l'ultime istruzioni al segretario personale: voleva essere sepolto in maniera decente e sopratutto pretese che funerale si svolgesse tre giorni dopo la morte[!]; poi gli disse: «Mi hai capito? Bene». Il suo respiro si fece meno travagliato; alle 22 poté stare sdraiato con una certa tranquillità. Alle 22:10 mentre le mani del segretario personale e di un dottore gli tenevano il polso, esalò l'ultimo respiro. Come aveva chiesto i funerali si tennero almeno tre giorni dopo la sua morte: il 18. Il corpo fu sepolto nella tomba di famiglia della stessa piantagione. Craik insieme al collega Brown pubblicò nel Dicembre 1800 una descrizione del "trattamento" per la malattia che aveva ucciso il Presidente. Gustavus Richard Brown dopo la laurea in medicina esercitò anche quella da giudice; nel 1788 fu membro della Convenzione di Stato del Maryland; l'anno successivo anche lui votò e ratificò la Costituzione degli Stati Uniti. Morì il 30 Settembre 1804 all'età di 67 anni. James Craik morì 84enne il 6 Febbraio 1814 ad Alexandria; fu medico generale dell'Esercito e partecipò a varie guerre (quella indiana e francese). Elisha Dick nell'Ottobre 1798 era stato nominato sovraintendente della quarantena imposta ad Alexandria per l'epidemia di febbre. Nel 1804-1805 diventò sindaco della stessa città. Elisha Cullen Dick morì 63enne il 25 Settembre 1825 nella casa in cui si era ritirato a vita privata.

 

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